Il lutto ha un termine

Conversazione con Erika Zerbini

Erika Zerbini è una mamma che ha deciso di occuparsi di lutto perinatale a partire dalla sua esperienza personale. Ha pubblicato alcuni testi (Nato vivo – PM edizioni 2016, Professione MAMMA – Eidon edizioni 2015, Questione di biglie – Eidon edizioni 2012), aperto i blog http://www.professionemamma.net/ e http://www.luttoperinatale.life/, è entrata in contatto con psicologi e operatori e fa parte del Movimento Italiano Psicologia Perinatale, associazione che si occupa fra le altre cose di diffondere cultura e far conoscere le problematiche relative a questo evento.

Dici che il lutto ha un termine. Sono qualcosa di diverso dal lutto quelle vite segnate da un dolore che sembra inesauribile e che perdura negli anni?

Quando un dolore sembra inesauribile probabilmente non è mai del tutto elaborato. Il lutto si intende esaurito quando una spinta vitale porta ad avanzare, quando la perdita è integrata nel quotidiano. Può capitare di avvertire ancora nostalgia o momenti di commozione, ma nella normalità ci si è ristrutturati. Non è raro un lutto complicato. È un tabù la morte in sé. Spesso non si ha il tempo e lo spazio per elaborarla.[...] Continua a Leggere

Condannato a vita

Storia di ipocondria e precariato

Opera prima di Vincenzo Carbone per Fuorilinea Edizioni

Dalla quarta di copertina:
Lorenzo vive limitato dall’ipocondria. Il cibo, l’igiene, il lavoro, gli spostamenti, il sesso: tutto è un problema a cui pensare ossessivamente. Viviamo la sua routine fatta di paranoie e gabbie emozionali, arrivando a riderne pur provando pena. La “voce dell’ipocondria” suona nella sua testa e ci appare in tutta la sua feroce invadenza. Un evento inaspettato lo porterà, contro la sua volontà, ad affrontare la vita reale mettendo a dura prova la spessa corazza che lo difende da tutte le emozioni, positive e negative.

Immaginate quando si scopre, attraverso le moderne tecnologie, l’esistenza di un’altra opera nascosta e insospettata sotto i colori di un affresco conosciuto. Oppure l’effetto che ci fa quando scopriamo elementi criptati all’interno di una poesia o tra le righe di un romanzo. Fatti niente affatto evidenti ma che a una rilettura critica e attenta vengono alla luce. Siamo solo noi a vederli? Sapeva l’autore di averceli messi? Forse no. Ma ci sono.[...] Continua a Leggere